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Itinerario alla scoperta delle opere di Giotto a Firenze

  • 12 maggio 2017

Riconosciuto come uno dei più grandi pittori ed innovatori della storia dell'arte italiana, Angelo di Bondone, detto Giotto, ha lasciato capolavori di inestimabile valore esposti nei principali musei del mondo ed in particolare a Firenze. Ma Giotto non fu soltanto un grande pittore, ma anche un rinomato architetto. Di origini mugellane, l'artista fu allievo di Cimabue, il quale, si narra, avesse scoperto la sua bravura mentre disegnava delle pecore con del carbone su di un sasso. L’itinerario proposto guida il turista tra i musei ed i monumenti di Firenze sulle tracce di Giotto, alla scoperta di alcune delle sue opere più famose.

La prima tappa dell’itinerario è la Basilica di Santa Croce, una delle massime realizzazioni del gotico in Italia, dove il Maestro affrescò: la Cappella Bardi, con un ciclo di pitture raffigurante episodi della Vita di San Francesco e alcune figure di Santi francescani; e la Cappella Peruzzi, con un ciclo di pitture che illustra le Storie di San Giovanni Battista e di San Giovanni Evangelista con scene che si leggono dall'altro verso il basso. Importante anche il contributo di alcuni suoi seguaci quali Bernardo Daddi, Taddeo Gaddi e Maso di Banco. Nel Museo dell'Opera di Santa Croce sono invece conservate delle bellissime Vetrate dipinte da Santa Croce, per la cui realizzazione il maestro vetraio collaborava con il pittore, il quale eseguiva il cartone preparatorio ma interveniva anche direttamente nell'esecuzione del disegno e della parte pittorica.

L’itinerario prosegue con una visita al Museo della Fondazione Horne allestito nel quattrocentesco Palazzo Corsi, dove, nelle sale ancora arredate così come le aveva volute il collezionista inglese, sono esposti dipinti e sculture tre-quattrocenteschi, tra cui il Santo Stefano di Giotto, capolavoro dell'ultima fase della sua produzione artistica acquistato da Horne a Londra nel 1904. A pochi passi si trova la Galleria degli Uffizi, uno dei più importanti musei del mondo, al cui interno sono conservati straordinari capolavori, tra cui due opere di Giotto: il Polittico di Badia, opera realizzata nei primissimi anni del XIV secolo composta da cinque scomparti sagomati con cuspide triangolare; e la Maestà di Ognissanti, meravigliosa pala d’altare caratterizzata da elementi assolutamente sconvolgenti per l’occhio di un osservatore del ‘300, abituato alla fissità schematica della pittura bizantina.

La tappa successiva è il Museo Nazionale del Bargello, la cui collezione di statue rinascimentali è considerata tra le più importanti a livello mondiale. Qui la Cappella del Podestà è decorata con un ciclo di affreschi dell'ultimo Giotto raffigurante le Storie di Maria Maddalena e il Giudizio Universale, in cui si trova anche un famoso ritratto di Dante Alighieri. Nelle vicinanze del Museo si trova la Cattedrale di Santa Maria del Fiore, meglio conosciuta come Duomo di Firenze, il cui Campanile, detto "di Giotto", fu progettato dal Maestro, il quale ne iniziò l’esecuzione nel 1334, ma tre anni dopo, a causa della sua morte, la direzione dei lavori passò prima ad Andrea Pisano poi a Francesco Talenti che lo completò nel 1359. Pertanto, il "campanile di Giotto" è tale soltanto fino all'altezza del primo ordine, anche se il progetto iniziale viene portato avanti dai suoi successori senza grandi cambiamenti.



 

In un itinerario giottesco non può mancare poi una visita alla Basilica di Santa Maria Novella, costruita dai frati domenicani nei secoli XIII-XIV e ritenuta il capolavoro del primo gotico italiano. Considerato uno dei maggiori “musei” cittadini per le opere custodite, la chiesa conserva al suo interno il Crocifisso di Giotto databile fra il 1290 e il 1300, magnifica opera riconosciuta unanimemente come un capolavoro fondativo della nuova visione del mondo in pittura proposta dal caposcuola fiorentino. Nella Chiesa di Ognissanti è invece conservato un altro Crocifisso dipinto da Giotto, databile intorno al 1315. Il dipinto raffigura il Crocifisso secondo il tipo iconografico del Christus patiens, che si era affermato nel corso del Duecento in Toscana per influsso bizantino.

Oltrepassato l’Arno si giunge alla Chiesa di San Felice in Piazza nel quartiere di Oltrarno, dove è conservato uno stupendo Crocifisso dipinto da Giotto probabilmente al suo rientro a Firenze dopo essere stato a Padova, mettendo a frutto la sua esperienza. Altre opere dell’artista sono conservate: nella piccola Chiesa di Santa Maria a Ricorboli in via Carlo Marsuppini, dove è possibile ammirare un importante dipinto attribuito a Giotto, purtroppo arrivato fino a noi largamente frammentario, la Madonna col Bambino e angeli, che godeva in passato di una particolare venerazione con la denominazione di Madonna del Rifugio; e presso Villa I Tatti nella frazione di Settignano, dove sono conservate due opere di Giotto, la Deposizione del Cristo e il Santo francescano.

Il giudizio degli ospiti